Capsulite adesiva della spalla (o “spalla congelata”): che cos’è e come si cura

La capsulite adesiva, o "spalla congelata", è una patologia infiammatoria che limita la mobilità della spalla. Può essere idiopatica o causata da traumi e patologie autoimmuni. I sintomi includono dolore e rigidità articolare. La diagnosi si basa su esami clinici e anamnesi. I trattamenti sono conservativi, con riabilitazione e, in casi estremi, chirurgia.
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Dottor Giulio Edoardo Vigni, ortopedico di Rete PAS

Dott. Giulio Vigni

La capsulite adesiva, comunemente nota come “spalla congelata”, è, insieme alle tendinopatie, una delle cause più frequenti di dolore e limitazione funzionale della spalla. Si tratta di una patologia infiammatoria che coinvolge la capsula articolare gleno-omerale, causando dolore e perdita progressiva di mobilità.

Quali sono le cause della capsulite adesiva della spalla?

La capsulite adesiva può presentarsi in forma idiopatica, cioè senza causa apparente, o in seguito a un evento traumatico o a un intervento chirurgico. Inoltre, questa patologia è associata frequentemente a patologie autoimmuni, tiroidee ed endocrine, con una particolare incidenza nel caso del diabete.

Quali sono i sintomi della capsulite adesiva della spalla?

Il dolore infiammatorio e la rigidità articolare sono i sintomi tipici della capsulite adesiva. È importante sottolineare che questa patologia ha un decorso formato da tre fasi:

  • la fase iniziale è quella dolorosa, che si manifesta con l’insorgere di un dolore persistente, anche notturno, che porta ad una limitazione dei movimenti;
  • la seconda fase è quella della rigidità, nota anche come “fase del congelamento”. Il dolore diminuisce, mentre la rigidità aumenta, rendendo a volte difficile l’esecuzione di movimenti quotidiani;
  • nell’ultima fase la spalla recupera gradualmente mobilità e il dolore va risolvendosi.

Ciascuna di queste fasi può durare da settimane a molti mesi.

Come si diagnostica la “spalla congelata”?

La diagnosi si basa principalmente sull’esame clinico e sulla storia del paziente. Gli esami strumentali, pur essendo utili per escludere altre patologie o per identificare eventuali condizioni concomitanti, svolgono un ruolo di supporto. L’obiettività clinica, tuttavia, risulta fondamentale e determinante nel formulare una diagnosi accurata.

Quali sono i trattamenti?

La capsulite adesiva tende ad autorisolversi nel tempo, ma il processo di recupero può richiedere anche diversi mesi o anni. I trattamenti sono principalmente conservativi. La riabilitazione, incentrata sulla terapia fisica, lo stretching e l’idrokinesi, aiuta a migliorare la mobilità articolare. Le infiltrazioni di corticosteroidi, in particolare quelle intra-articolari, possono ridurre il processo infiammatorio, mentre i farmaci antinfiammatori contribuiscono al controllo del dolore. Qualora i trattamenti conservativi non siano risolutivi e la patologia persista per molti mesi o anni, può essere utile ricorrere alla chirurgia.
A mio parere, dal punto di vista chirurgico, il release circonferenziale della capsula articolare, eseguito in artroscopia, offre i migliori risultati. Questo approccio consente un recupero immediato di molti gradi di movimento. Tuttavia, indipendentemente dalla tecnica, ogni procedura deve essere seguita da un percorso riabilitativo fino a quando non vi è la completa risoluzione dei sintomi.

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Dott. Giulio Vigni
Il Dottor Giulio Edoardo Vigni ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Siena. Successivamente, si è specializzato all’Università degli Studi di Palermo in Ortopedia e Traumatologia, focalizzandosi sulle patologie legate alla spalla e al ginocchio. Durante la sua attività formativa, ha frequentato strutture di eccellenza sia in Italia che all’estero (UK, USA). Attualmente fa parte dell’equipe di Chirurgia della Spalla presso il Presidio Ospedaliero Casa di Cura Giovanni XXIII a Monastier di Treviso.
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Il Dottor Giulio Edoardo Vigni ha conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Siena. Successivamente, si è specializzato all’Università degli Studi di Palermo in Ortopedia e Traumatologia, focalizzandosi sulle patologie legate alla spalla e al ginocchio. Durante la sua attività formativa, ha frequentato strutture di eccellenza sia in Italia che all’estero (UK, USA). Attualmente fa parte dell’equipe di Chirurgia della Spalla presso il Presidio Ospedaliero Casa di Cura Giovanni XXIII a Monastier di Treviso.

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