Camminare, fare le scale, andare in bicicletta, lavorare in giardino e mantenersi attivi anche dopo i 60 anni sono abitudini preziose. Ma quanto conosciamo davvero la salute del nostro cuore? Molte persone si sentono bene, conducono una vita attiva e pensano di non avere bisogno di controlli. Eppure, alcune delle condizioni che aumentano il rischio di infarto e ictus, come la pressione alta e il colesterolo elevato, possono svilupparsi senza provocare alcun disturbo.
È proprio qui che la prevenzione fa la differenza: non aspettare un sintomo per cominciare a prendersi cura del cuore.
Un cuore attivo va anche controllato
L’attività fisica regolare protegge il sistema cardiovascolare, aiuta a controllare la pressione, migliora il metabolismo e contribuisce a mantenere autonomia e benessere con il passare degli anni. Ma anche chi si muove molto può avere fattori di rischio non riconosciuti. La familiarità per malattie cardiovascolari, il fumo, il diabete, l’ipertensione e il colesterolo elevato meritano attenzione, anche quando ci si sente in forma.
Conoscere la propria situazione permette di continuare a essere attivi con maggiore consapevolezza e di intervenire tempestivamente, se necessario.
Donne: attenzione al cuore dopo la menopausa
Le malattie cardiovascolari riguardano anche le donne e rappresentano una delle principali cause di morte nella popolazione femminile. Con la menopausa cambiano diversi equilibri metabolici: possono aumentare il colesterolo, la pressione arteriosa e il grasso addominale. Per questo, soprattutto in questa fase della vita, è importante non trascurare i controlli e non attribuire automaticamente stanchezza o affanno all’età o alla menopausa.
Prendersi cura del cuore significa proteggere la propria salute, la propria autonomia e la qualità della vita negli anni futuri.
Quando è utile una visita cardiologica?
Una valutazione preventiva può essere utile per chi desidera conoscere meglio il proprio rischio cardiovascolare, soprattutto in presenza di ipertensione, diabete, colesterolo elevato, familiarità per eventi cardiovascolari precoci o altri fattori di rischio.
Nella visita cardiologica viene valutata la storia clinica, i sintomi, la pressione arteriosa e gli eventuali esami necessari. In base alla situazione individuale, può indicare ulteriori accertamenti, come un elettrocardiogramma o un ecocardiogramma, quando appropriati.
Non tutti hanno bisogno degli stessi esami: la prevenzione più efficace è quella personalizzata, che evita sia le sottovalutazioni sia gli accertamenti inutili. Se compaiono dolore o oppressione al petto, affanno improvviso o altri sintomi sospetti, non bisogna attendere una visita programmata: occorre richiedere tempestivamente assistenza medica.
Essere attivi è una fortuna; sapere come sta il proprio cuore è un atto di responsabilità verso sé stessi.