Dalla visita non agonistica alla certificazione agonistica: quali controlli vengono effettuati perché sono importanti
La disposizione di sottoporre a visita quanti svolgono attività sportiva agonistica, a cui si è aggiunta nel tempo anche l’attività non agonistica, ha instaurato una consuetudine utile a tutta la grande popolazione italiana che svolge attività fisico-sportiva. Mentre per i bambini della fascia pre-agonistica la visita costituisce ciò che un tempo era affidato alla Medicina Scolastica, per gli adulti costituisce a tutte le età un esame a titolo preventivo specialmente per le malattie che interessano il cuore e la circolazione. Questa azione ha consentito nel tempo di far si che la patologia acuta del cuore fosse minore nella popolazione sportiva rispetto a quella considerata sedentaria, a dispetto del fatto che le azioni di maggiore impegno agonistico potevano essere rivelatrici di patologia.
L’importanza della visita sportiva anche per attività non agonistica
La visita per attività non agonistica prevede l’esame clinico, la valutazione della pressione arteriosa e l’elettrocardiogramma di base. Già questo esame rivela delle caratteristiche che indicano il grado di maturità dell’apparato nei ragazzi e ragazze della fascia prepubere che iniziano ad essere influenzate man mano che va avanti la pratica sportiva regolare. La visita può essere rivelatrice di anomalie del ritmo cardiaco o di rumori valvolari, da avviare ad esami strumentali come l’ecocardiogramma o la registrazione Holter dell’ECG delle 24 ore. La definizione delle caratteristiche, anche se rivelatrici di possibili quadri patologici, può consentire di svolgere attività sportiva anche a scopo terapeutico, dando indicazioni di limiti biologici da rispettare.
Certificazione agonistica: quali esami vengono effettuali e a cosa servono?
La certificazione agonistica prevede l’accertamento del comportamento sotto sforzo poiché esamina ciò che dell’apparato cardiovascolare viene sollecitato, richiedendo un ritmo regolare, un comportamento della pressione arteriosa adeguato alle richieste, un flusso delle coronarie adeguato. Ciò può avvenire non solo quando in gara si cerca di superare un avversario, ma anche nella fascia non agonistica quando la metodica che si sceglie (pesistica, spinning, attività con alta frequenza di movimenti) richiede comunque un impegno elevato. In questa fascia di persone che spesso gestiscono in proprio la propria attività, la visita può evidenziare quando dei presidi considerati semplici sostanze energizzanti o influenzanti il metabolismo possono influenzare il ritmo cardiaco. L’esame sotto sforzo può rivelare anche un comportamento della pressione arteriosa che pur presentando valori nella norma a riposo , rivela alti valori all’acme (Ipertensione Mascherata) . Ciò può rivelare una minore funzionalità del microcircolo coronarico dovuto sia ad abitudini errate (fumo o eccessi dietetici ) che ad attività sportive precedenti che avessero causato isometria, cioè contrazioni estreme e protratte. La prova da sforzo al cicloergometro, un tempo usata per rilevare la patologia coronarica, è stata superata da prove più sensibili e specifiche. Ma il suo valore anticipatorio di una patologia resta, i dati che vengono raccolti esprimono informazioni anche su metabolismo e funzione respiratoria, danno informazioni sullo stile di vita auspicabile tenendo conto dell’attività sportiva praticata, della evoluzione di precedenti esami, della terapia in atto.
Visita sportiva come strumento di prevenzione
Esaminata sotto questo punto di vista la visita per l’idoneità sportiva assume i caratteri di visita internistica, i cui esiti sono comunicati in modo da essere trasmessi al medico di famiglia, sia per verifica dello stato di salute sia di segnalazione di una patologia che la visita ha evidenziato. Si inizia perciò una nuova avventura tramite un ambulatorio dedicato, censendo l’attività in modo che possa essere tramessa agli interessati, ai medici di medicina generali, agli insegnanti in modo che si possa migliorare quello che da sempre si è rivelato un importante presidio per la salute, l’attività fisica. “Mens sana in corpore sano”.