Prevenire, curare, riabilitare. Anche il nostro apparato muscolo scheletrico, così come quello neurologico e viscerale possono essere curati per il nostro benessere quotidiano ed il nostro centro fisioterapico vuole andare a rispondere alle esigenze di chi ha subito un trauma o un intervento chirurgico, ma anche di chi convive con dolori cronici, problemi causati dalla postura o dalla tipologia di lavoro che si fa ed anche per chi vuole prevenire eventuali problematiche future.
La nostra struttura di Scandicci, al primo piano del Polo Sociale di via Aleardi, è organizzata con una palestra di riabilitazione, box per terapie strumentali (magnetoterapia, laser Yag e tecarterapia) e ambulatori per trattamenti individuali che richiedono riservatezza, con percorsi di cura specialistica e riabilitazione completi sia individuali che di gruppo.
A lavorare nel nostro centro una squadra di fisioterapisti con numerose specializzazioni e che operano a Scandicci ma anche in altre delle sedi della nostra rete territoriale.
La presenza di diverse professioniste fisioterapiste permette di offrire percorsi pensati per la salute femminile con la garanzia di questa attenzione.
I servizi pensati per le donne
All’interno della rete Rete PAS, e in collegamento con il centro di fisioterapia di Scandicci, sono stati sviluppati percorsi dedicati alle principali esigenze di salute femminile, in particolare:
- Riabilitazione del pavimento pelvico – donna: un programma specifico per affrontare problematiche come incontinenza urinaria, senso di peso o prolasso, dolore pelvico, esiti di interventi ginecologici, fastidi che compaiono in menopausa e dopo il parto.
- Gravidanza e post-partum: percorsi di fisioterapia che supportano la donna durante la gravidanza (mal di schiena, dolori articolari, preparazione del pavimento pelvico) e nel dopo parto, aiutando a recuperare tono muscolare, postura, benessere globale ed eventuale diastasi del pavimento pelvico.
- Dolore cronico e qualità di vita: programmi personalizzati per gestire dolori muscolo-scheletrici ricorrenti (cervicalgia, lombalgia, dolori articolari) che spesso impattano sulla vita lavorativa e familiare.
Questi percorsi nascono dall’integrazione tra competenze fisioterapiche specialistiche e una particolare attenzione agli aspetti di intimità, ascolto e rispetto dei tempi della persona, elementi fondamentali quando si parla di salute femminile.
Negli anni ho orientato le mie specializzazioni verso il benessere perché spesso noi donne accettiamo piccoli fastidi o cambiamenti del corpo come ‘normali’, ma non deve essere così.
Mi occupo di accompagnare le donne nel recupero della loro forza, del benessere e soprattutto consapevolezza, che si tratti di post-chirurgia senologica, gravidanza e post parto, oppure importanti interventi chirurgici che compromettono l’equilibrio addominale.
Sentiamo spesso parlare di diastasi addominale e ginnastica ipopressiva. Perché sono così importanti?
La diastasi, ovvero la separazione eccessiva dei retti addominali, spesso viene considerata come un problema estetico, ma in realtà è, oltre che estetico, soprattutto funzionale: influisce sulla postura, sul benessere della schiena e del pavimento pelvico. Gli esercizi ipopressivi sono uno strumento magico in questo senso: permettono di allenare la fascia addominale e il pavimento pelvico senza creare pressioni dannose. È un modo gentile ma potentissimo per ‘ricompattare’ il corpo dall’interno. Vorrei specificare che il problema non è solo femminile, anche se una delle cause più frequenti è la gravidanza, ma spesso la diastasi porta ad uno squilibrio addominale che si può tradurre con mal di schiena, problematiche del pavimento pelvico e incontinenze.
La ginnastica ipopressiva trova indicazioni anche in condizioni come reflussi gastrici, problemi intestinali oltre che le appena dette lombalgie e incontinenza urinaria. aiuta nel ritrovare un equilibrio addominale e soprattutto consapevolezza del proprio addome, della.postura e del respiro.
L’attività fisica è importante dopo un tumore al seno. Parliamo di riabilitazione senologica.
Il messaggio che mi viene da dare in questo caso è: non sei sola! E che il movimento è cura. Spesso passa il messaggio che risolto il tumore è tutto ok. Ma ci sono tantissimi aspetti da considerare ancora. Ovvero le complicanze secondarie fisiche e tutto l’aspetto psicologico di riprendere in mano la propria vita (anche perché l’età di incidenza si è abbassata molto). Curare la malattia spetta ai medici, ma curare la salute e la qualità della vita della donna spetta anche a noi, e il movimento è lo strumento più potente che abbiamo.
Il muscolo è una vera e propria fabbrica di farmaci naturali. L’attività fisica non è un passatempo. Quando una donna si muove dopo un tumore al seno, i suoi muscoli secernono miochine, sostanze chimiche che agiscono come una terapia di supporto: potenziano il sistema immunitario, riducono l’infiammazione cronica e soprattutto, con il giusto dosaggio, riducono la probabilità di recidiva. E poi c’è la sensazione di impotenza da gestire e la stanchezza devastante (che non passa dormendo): occorre rompere il circolo vizioso della stanchezza: Il riposo forzato peggiora la *fatigue*. Il movimento, paradossalmente, restituisce energia.
L’impatto sull’umore è ormai noto: l’esercizio stimola endorfine e serotonina, riducendo ansia e depressione, purtroppo frequenti in questo percorso. E poi c’è la riconnessione con il proprio corpo: dopo la chirurgia (mastectomia o quadrantectomia), il seno e il braccio possono essere percepiti come zone da proteggere e nascondere.
L’attività fisica guidata aiuta a riconquistare fiducia nel proprio corpo. Non è più il corpo “malato”, ma un corpo che risponde, che si muove e che guarisce.
La riabilitazione senologica dopo un intervento al seno è così importante e aiuta a prevenire il linfedema.
La riabilitazione senologica è fondamentale per la gestione delle cicatrici, della mobilità della spalla e della prevenzione del linfedema (il gonfiore del braccio). Molte donne hanno paura di muovere il braccio dopo l’intervento per timore di farsi male o di sviluppare il linfedema. Il nostro compito come fisioterapisti specializzati in riabilitazione senologica è dosare il movimento come se fosse un farmaco: l’esercizio deve essere personalizzato, progressivo e sicuro, cucito addosso alla storia clinica di ogni donna.
Il nostro approccio al movimento con il pilates clinico.
Il nostro è un Pilates clinico.
E’ il ponte tra la terapia e il ritorno alla vita attiva, e poi si trasforma una buona abitudine. Soprattutto per quanto riguarda la consapevolezza che spesso è la chiave del benessere. È il movimento che si adatta alla persona, mai il contrario. Questo vuol dire che chiunque può muoversi!