Dottor Leonardo Venzo, ortopedico di Rete PAS
Ogni anno in Italia si registrano circa 300mila accessi al pronto soccorso per traumi sportivi. Questi sono infortuni improvvisi che avvengono durante lo svolgimento di un’attività fisica oppure sono infortuni che si sviluppano gradualmente nel tempo e derivano dall’eccessiva sollecitazione di una specifica parte del corpo.
Che cosa sono i traumi sportivi?
Quando parliamo di traumi sportivi ci riferiamo a degli infortuni che si verificano durante lo svolgimento di un’attività fisica e che riguardano l’apparato muscolo-scheletrico, il complesso dei muscoli, tendini, legamenti e degli altri tessuti che fornisce stabilità al corpo e ne permette il movimento. I traumi sportivi possono essere divisi in due categorie principali:
- traumi sportivi che avvengono in maniera improvvisa, ad esempio quando una persona cade, subisce un colpo o quando vi è una torsione di un’articolazione;
- traumi sportivi che si sviluppano gradualmente nel tempo a causa di ripetute sollecitazioni di una determinata parte del corpo. Questi possono predisporre al verificarsi dei primi.
Nel caso dei traumi sportivi, 1 infortunio su 4 riguarda l’articolazione della caviglia, mentre 1 infortunio su 6 coinvolge il ginocchio. A seguire abbiamo le altre articolazioni (ad esempio, gomito e spalla). Tendenzialmente, gli infortuni più comuni sono: fratture, lussazioni, stiramenti, distorsioni, strappi e infiammazioni tendinee.
Come si prevengono i traumi sportivi?
In molti casi una preparazione inadeguata può predisporre all’infortunio. É quindi fondamentale eseguire esercizi di riscaldamento e stretching. Inoltre, per prevenire gli infortuni è importante adottare alcune buone pratiche:
- corretta alimentazione. Frutta, verdura e cibi ricchi di proteine sono strumenti eccellenti per la prevenzione. Per chi pratica attività sportiva, la vitamina C, la vitamina D, le vitamine del gruppo B e i sali minerali come calcio, potassio e magnesio sono essenziali;
- allenamento costante. L’allenamento costante rafforza la muscolatura e previene il rischio di infortuni;
- adeguata idratazione. Se un tessuto è disidratato, rischia di lesionarsi più facilmente. Inoltre, un’adeguata idratazione permette di eliminare i prodotti di scarto attraverso le urine o la sudorazione;
- utilizzo di attrezzature e abbigliamento adeguati.
Come dobbiamo comportarci di fronte a un infortunio?
I segnali di allarme che fanno presagire la presenza di un trauma sono: dolore, ematomi, tumefazioni e versamento articolare. Laddove vi sia l’incapacità di appoggiare il peso sull’articolazione danneggiata, è consigliabile eseguire una radiografia e una valutazione ortopedica, per escludere la presenza di fratture o lussazioni.
Invece, se non c’è dolore osseo, ma vi è l’incapacità di eseguire un determinato movimento, è consigliabile eseguire un’ecografia o una risonanza (da far visionare all’ortopedico) per valutare una possibile lesione muscolo-tendinea. Le lesioni legamentose e meniscali, in particolare del ginocchio, devono essere diagnosticate tempestivamente con una risonanza magnetica.
Quali sono i trattamenti?
Gran parte dei traumi sportivi vengono trattati conservativamente con il riposo, la terapia antidolorifica e la fisioterapia. Nei casi di fratture ossee scomposte, è consigliabile il trattamento chirurgico per consentire una ripresa dell’attività fisica e una migliore prognosi a lungo termine; mentre le fratture composte richiedono nelle maggior parte dei casi un’immobilizzazione per alcune settimane (scongiurando la necessità di ricorrere all’operazione).
Per quanto riguarda le lesioni articolari, come ad esempio quelle a carico dei menischi e dei legamenti, il trattamento generalmente è quello chirurgico artroscopico, il quale garantisce risultati ottimali con un’invasività minima per il paziente.