Il tumore alla prostata è la seconda neoplasia più comune negli uomini, soprattutto dopo i 65 anni. La diagnosi precoce si basa sul PSA, da fare annualmente dai 50 anni (45 se con familiarità). Il trattamento dipende dallo stadio del tumore e può includere la prostatectomia radicale. Non esiste prevenzione primaria, ma è consigliato limitare alcol e grassi saturi.
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Il tumore alla prostata è la seconda neoplasia più diffusa nella popolazione maschile con un picco di incidenza dopo i 65 anni di età. L’eziopatogenesi ovvero le cause che portano all’insorgenza è multifattoriale e la familiarità ha un ruolo importante.
Tumore alla prostata: i sintomi e diagnosi precoce
In fase iniziale non dà sintomatologia e, se questa è presente, è dovuta alla presenza di una ipertrofia prostatica sintomatica. La diagnosi precoce si basa esclusivamente sul PSA (l’esame del sangue che indaga l’antigene prostatico specifico) che è necessario eseguire ogni anno a partire dai 50 anni di età e dai 45 anni per i soggetti con storia familiare di tumore prostatico.
Il PSA è un antigene presente all’interno del sangue i cui valori esprimono lo stato di salute della prostata. E’ compito dell’urologo interpretare tali valori alla luce dei dati anamnestici e clinici del paziente. E’ importante sottolineare che, sebbene il tumore venga frequentemente diagnosticato in soggetti affetti da ipertrofia prostatica, quest’ultima non rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza della neoplasia.
Trattamenti e prevenzione
Il tipo di trattamento dipende dallo stadio della malattia (localizzata, localmente avanzata, metastatica) e dalle caratteristiche del paziente: il trattamento chirurgico delle forme aggressive prevede l’intervento di prostatectomia radicale con/senza linfectomia pelvica e la radioterapia. L’intervento di prostatectomia radicale con tecnica mini-invasiva robotica che prevede l’accesso all’addome del paziente mediante sei piccole incisioni cutanee (di circa 1 cm).
Non esiste una prevenzione primaria specifica, tuttavia, vi sono alcune utili regole da seguire:
limitare l’assunzione di alcolici;
aumentare il consumo di frutta, verdura, cereali integrali e ridurre quello di cibi ricchi di grassi saturi.
Dott. Antonio Andrea Grosso è specializzato in urologia, con una carriera distinta che comprende una serie di ruoli significativi in studi clinici internazionali e una forte presenza accademica. Hapartecipato a vari trial randomizzati internazionali,
Dott. Antonio Andrea Grosso è specializzato in urologia, con una carriera distinta che comprende una serie di ruoli significativi in studi clinici internazionali e una forte presenza accademica. Hapartecipato a vari trial randomizzati internazionali,