Dott. Antonio Andrea Grosso, urologo di Rete PAS.
Il tumore alla prostata è la seconda neoplasia più diffusa nella popolazione maschile con un picco di incidenza dopo i 65 anni di età. L’eziopatogenesi, ovvero le cause che portano all’insorgenza, è multifattoriale e la familiarità ha un ruolo importante.
Tumore alla prostata: i sintomi e diagnosi precoce

Il PSA è un antigene presente all’interno del sangue i cui valori esprimono lo stato di salute della prostata. È compito dell’urologo interpretare tali valori alla luce dei dati anamnestici e clinici del paziente. È importante sottolineare che, sebbene il tumore venga frequentemente diagnosticato in soggetti affetti da ipertrofia prostatica, quest’ultima non rappresenta un fattore di rischio per l’insorgenza della neoplasia.
Trattamenti e prevenzione
Il tipo di trattamento dipende dallo stadio della malattia (localizzata, localmente avanzata, metastatica) e dalle caratteristiche del paziente: il trattamento chirurgico delle forme aggressive prevede l’intervento di prostatectomia radicale con/senza linfectomia pelvica e la radioterapia. L’intervento di prostatectomia radicale con tecnica mini-invasiva robotica, prevede l’accesso all’addome del paziente mediante sei piccole incisioni cutanee (di circa 1 cm).
Non esiste una prevenzione primaria specifica, tuttavia, vi sono alcune utili regole da seguire:
- limitare l’assunzione di alcolici;
- aumentare il consumo di frutta, verdura, cereali integrali e ridurre quello di cibi ricchi di grassi saturi.