La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è uno dei disturbi endocrini più comuni nelle donne in età fertile.
In relazione alla patologia le domande più frequenti che le pazienti riferiscono riguardano una correlazione tra sindrome dell’ovaio policistico e gravidanza.
Per questo, ne abbiamo parlato dal punto di vista ginecologico, con la dott.ssa Sabrina Caini, ginecologa di Rete Pas.
La sindrome dell’ovaio policistico
“Tale patologia ha una presentazione clinica molto eterogenea e le cause che portano alla progressione della malattia sono molte e non sono ancora completamente chiarite.
Sicuramente alla base c’è una predisposizione genetica (spesso ne soffrono donne della stessa famiglia) e una serie di fattori ambientali, legati anche allo stile di vita, che possono favorire l’insorgenza.
Da un punto di vista clinico i problemi che più spesso portano le pazienti ad una visita ginecologica sono:
- alterazione del ciclo mestruale (in particolare oligomenorrea, cioè cicli oltre i 35 giorni)
- iperandrogenismo, ovvero una eccessiva presenza di ormoni maschili che si può manifestare con irsutismo (sovrabbondanza di peli in zone tipicamente maschili), caduta dei capelli e acne.
La PCOS è una patologia molto complessa che si può associare, e può predisporre, a numerose patologie endocrine, metaboliche, cardiovascolari: quali obesità, diabete, ipertensione e dislipidemia.
Ovaio policistico in gravidanza
“Da un punto di vista ginecologico la presenza di PCOS aumenta il rischio di sviluppare alcuni tumori (all’endometrio e alla mammella) ed è una delle cause più comuni di infertilità.
Questo non vuol dire che le donne con PCOS non possano avere una gravidanza spontanea, ma a volte possono esserci difficoltà, più o meno marcate.
L’infertilità nella sindrome dell’ovaio policistico ha come causa principale la presenza di cicli anovulatori (ovvero cicli in cui non avviene la maturazione dei follicoli nell’ovaio).
Riscontriamo tale patologia in circa il 30% delle coppie che richiedono un trattamento di fecondazione assistita poiché, oltre a dare problemi nel concepimento, la PCOS può determinare un aumento del rischio di sviluppare alcune complicanze gravidiche.
Si riscontra infatti in queste pazienti un maggiore rischio di:
- aborto
- diabete gestazionale
- pre-eclampsia
- macrosomia fetale
- parto prematuro
Le cause del maggior rischio di queste complicanze non sono ancora state totalmente chiarite, ma sembrano per lo più riconducibili all’obesità e alle alterazioni del metabolismo glucidico che spesso accompagnano la sindrome dell’ovaio policistico.
Ne consegue che il primo intervento nelle pazienti con PCOS, a maggior ragione in quelle in cerca di una gravidanza, è una modifica dello stile di vita: alimentazione bilanciata, attività fisica moderata e calo del peso per le donne sovrappeso.
Si possono poi associare dei trattamenti, da valutare in base al quadro clinico, che possono essere di tipo farmacologico e/o con integratori, particolarmente utili quelli a base di inositolo.
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