Miopia, ipermetropia e astigmatismo: i difetti di rifrazione della vista

Miopia, ipermetropia e astigmatismo: i difetti di rifrazione della vista
Miopia, ipermetropia e astigmatismo sono comuni difetti visivi causati da errori nella rifrazione della luce sulla retina. Causano visione sfocata e affaticamento oculare. Vengono diagnosticati con esami specialistici e trattati con occhiali, lenti a contatto o chirurgia refrattiva. Adottare buone abitudini visive aiuta a prevenirli o rallentarne la progressione.
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Dottor Massimo Giovannoni, oculista di Rete PAS

Dott. Giovannoni Massimo, oculista

L’occhio, e di conseguenza la vista, è sempre stato per l’uomo, fin dall’antichità, l’organo privilegiato: apre al mondo, permette di prendere coscienza dell’ambiente circostante e di muoversi in esso. Miopia, astigmatismo e ipermetropia sono tra le alterazioni più comuni dell’occhio e possono influenzare negativamente la qualità della vita. Fortunatamente, esistono diverse opzioni di trattamento, come gli occhiali, le lenti a contatto e la chirurgia refrattiva, che aiutano a correggere questi disturbi visivi e a migliorare la percezione del mondo che ci circonda.

Che cosa sono la miopia e l’ipermetropia? Quali sono le loro differenze?

La miopia e l’ipermetropia sono due comuni difetti della vista, noti come «errori di rifrazione», che si verificano quando la luce non viene focalizzata correttamente sulla retina, il tessuto situato sul fondo dell’occhio sensibile proprio alla luce. Le persone miopi vedono chiaramente gli oggetti vicini, ma quelli lontani appaiono sfocati. Questo avviene perché i raggi luminosi si concentrano davanti alla retina invece che sulla retina stessa. Il problema è spesso legato a un bulbo oculare troppo lungo o a una curvatura eccessiva della cornea. Nelle persone ipermetropi, al contrario, vi è una visione più nitida degli oggetti lontani rispetto a quelli vicini, che appaiono sfocati. In questo caso, i raggi luminosi si concentrano dietro la retina. Tra le cause troviamo un bulbo oculare troppo corto o una cornea troppo piatta. In sintesi, la miopia compromette la visione da lontano, mentre l’ipermetropia rende difficile vedere chiaramente da vicino.

Quali sono le cause e i sintomi della miopia e dell’ipermetropia?

Le cause della miopia possono essere suddivise in tre categorie principali: genetica, fattori ambientali e alterazioni strutturali.

  • Genetica. Se uno o entrambi i genitori sono miopi, aumenta il rischio per i figli.
  • Fattori ambientali. Lavori o attività che richiedono una visione costantemente ravvicinata (come la lettura, l’uso di computer o di dispositivi elettronici) possono contribuire alla sua insorgenza.
  • Alterazioni strutturali. Tra le alterazioni strutturali abbiamo la crescita eccessiva del bulbo oculare o una curvatura eccessiva della cornea.

I sintomi della miopia includono la visione sfocata degli oggetti lontani, lo strabismo o la necessità di strizzare gli occhi per vedere meglio, il mal di testa e l’affaticamento oculare, specialmente dopo aver cercato di mettere a fuoco ciò che si trova a distanza.
Per quanto riguarda l’ipermetropia, le cause sono l’ereditarietà e la presenza di anomalie anatomiche.

  • Ereditarietà. Una predispone genetica può indurre all’ipermetropia.
  • Anomalie anatomiche. Un bulbo oculare troppo corto o una cornea meno curva riducono la capacità di mettere a fuoco correttamente ciò che è vicino.

I sintomi più comuni sono, oltre alla già citata difficoltà nella visione ravvicinata (ad esempio nella lettura), l’affaticamento visivo, accompagnato da bruciore o senso di pesantezza agli occhi, e il mal di testa, specialmente dopo aver svolto attività che richiedono la concentrazione visiva da vicino.

Che cos’è l’astigmatismo?

L’astigmatismo è un altro «errore rifrattivo» che si verifica quando la cornea, la superficie trasparente dell’occhio, o il cristallino ha una forma irregolare, più simile a un ovale che a una sfera. Questa irregolarità fa si che i raggi luminosi si focalizzino in più punti sulla retina, invece che in un unico punto. Questa forma irregolare della cornea o del cristallino può essere congenita, quindi presente dalla nascita, o svilupparsi nel tempo. Ma può anche svilupparsi in seguito a traumi oculari, interventi chirurgici o a malattie corneali come il cheratocono. I sintomi includono la visione sfocata o distorta sia da vicino che da lontano, la difficoltà a distinguere i dettagli, l’affaticamento oculare e il mal di testa, specialmente dopo attività visive prolungate.

Come vengono diagnosticati la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo?

La diagnosi di questi difetti visivi viene fatta da oculista attraverso un esame completo della vista, che include:

  • esame della rifrazione. Utilizzando una lenta o uno strumento chiamato «forottero», il medico determina il grado di correzione necessario per migliorare la visione;
  • test dell’acuità visiva. Consiste nel leggere lettere o simboli di diverse dimensioni su un tabellone (la famosa tavola di Snellen) per valutare la nitidezza della visione;
  • cheratometria e topografia corneale. Questi esami misurano la curvatura della cornea e sono utili per diagnosticare l’astigmatismo;
  • esame della retina. Con il supporto di gocce per dilatare la pupilla, il medico esamina il fondo dell’occhio per individuare eventuali alterazioni strutturali.

Quali sono i trattamenti per questi tre disturbi?

Gli occhiali sono il metodo più comune per correggere la vista. Si utilizzano lenti concave per la miopia, lenti convesse per l’ipermetropia e lenti cilindriche per l’astigmatismo. Gli altri trattamenti sono i seguenti:

  • lenti a contatto. Offrono una visione nitida e possono correggere tutti e tre i difetti visivi. Sono disponibili in varie tipologie, comprese quelle morbide, rigide o toriche (per l’astigmatismo);
  • chirurgia refrattiva. Procedure come il LASIK, il PRK o il SMILE rimodellano la cornea per correggere la rifrazione della luce. Questi interventi sono particolarmente indicati per chi desidera eliminare o ridurre la dipendenza da occhiali e lenti a contatto;
  • ortocheratologia. Si tratta di lenti a contatto rigide che vengono indossate durante la notte per modificare temporaneamente la forma della cornea. Sono utili soprattutto per la miopia;
  • impianti intraoculari. Nei casi più gravi o quando la chirurgia refrattiva non è possibile, si possono utilizzare delle lenti artificiali che vengono inserite all’interno dell’occhio.

È possibile prevenirli?

Non è sempre possibile prevenire la miopia, l’ipermetropia e l’astigmatismo, ma adottare buone abitudini visive può ridurre il rischio o rallentarne la progressione, soprattutto della miopia. Alcune buoni pratiche generali sono:

  • utilizzare un’illuminazione adeguata durante la lettura o il lavoro;
  • seguire la regola del 20-20-20. Ogni venti minuti guardare qualcosa a 20 piedi (circa 6 metri) di distanza per 20 secondi;
  • effettuare visite regolari dall’oculista per monitorare la salute degli occhi. Ciò è particolarmente importante per l’ipermetropia e l’astigmatismo: essendo prevalentemente congeniti, i controlli regolari permettono di intervenire tempestivamente.

Nel caso della miopia è importante ridurre il tempo che passiamo davanti a schermi e libri, facendo pause frequenti, e favorire l’esposizione alla luce naturale, che sembra avere un effetto protettivo soprattutto nei bambini.

Articolo scritto da

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Dott. Massimo Giovannoni
Il Dottor Massimo Giovannoni si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Firenze e si è successivamente specializzato, nel medesimo istituto, in Oculistica. La sua carriera professionale si è svolta inizialmente all'interno dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Ospedale San Giuseppe di Empoli, per poi proseguire all'Ospedale Piero Palagi di Firenze, svolgendo sia l'attività clinica sia quella chirurgica (con particolare attenzione alla chirurgia del segmento anteriore e del glaucoma).
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Dott. Massimo Giovannoni
Il Dottor Massimo Giovannoni si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Firenze e si è successivamente specializzato, nel medesimo istituto, in Oculistica. La sua carriera professionale si è svolta inizialmente all'interno dell'Unità Operativa di Oculistica dell'Ospedale San Giuseppe di Empoli, per poi proseguire all'Ospedale Piero Palagi di Firenze, svolgendo sia l'attività clinica sia quella chirurgica (con particolare attenzione alla chirurgia del segmento anteriore e del glaucoma).

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