Visita ematologica a domicilio: un sostegno nel momento del bisogno

Visita ematologica a domicilio un sostegno nel momento del bisogno
Il Dottor Giacomo Gianfaldoni, ematologo di Rete PAS, offre visite ematologiche a domicilio per pazienti con mobilità ridotta e patologie croniche. Questo servizio, simile alla visita ambulatoriale, include valutazioni diagnostiche e supporto psicologico. La gestione domestica riduce il rischio di infezioni e l'uso di servizi d'emergenza, migliorando la qualità di vita dei pazienti.
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Dottor Giacomo Gianfaldoni, ematologo di Rete PAS

Gianfaldoni Giacomo

La visita ematologica a domicilio rappresenta un servizio dedicato a pazienti con limitate capacità di movimento, affetti da patologie ematologiche e comorbidità croniche, che garantisce loro un supporto completo, all’interno delle proprie mura domestiche.

Come si svolge la visita ematologica a domicilio?

In concreto, la visita ematologica a domicilio non differisce in maniera significativa rispetto alla classica visita ambulatoriale. L’ematologo valuta gli esami ematici e può effettuare un accurato esame obiettivo sul letto di casa del paziente, invece che su quello presente in ambulatorio. Inoltre, il medico, se lo ritiene opportuno, può provvedere, come in ambulatorio, a valutare i parametri vitali e a richiedere esami di controllo o di approfondimento diagnostico.

Che tipologia di pazienti vengono trattati?

I pazienti che traggono beneficio dalla visita domiciliare sono quelli che, oltre a presentare patologie o alterazioni ematologiche, soffrono di comorbidità croniche che limitano la loro mobilità o che, essendo privi di caregiver, hanno difficoltà oggettive a raggiungere l’ambulatorio. In aggiunta, poiché si tratta di pazienti particolarmente fragili, una gestione ben orchestrata con il medico di medicina generale potrebbe potenzialmente ridurre la necessità di ricorrere alla guardia medica o addirittura al pronto soccorso.

Si può affermare che la visita ematologica a domicilio è un modello di assistenza che non si ferma alla semplice parte “medica”, ma contribuisce anche a dare un supporto psicologico ed emotivo?

Come ho già avuto modo di scrivere, ritengo che la Medicina debba ricollocare il paziente al centro del sistema, e quindi la visita domiciliare sicuramente rappresenta un modello di assistenza assolutamente valido e da implementare per una serie di ragioni. In primo luogo, perché il paziente gestito all’interno delle mura domestiche, con i propri familiari vicini, si sente supportato psicologicamente ed emotivamente, e quindi “protetto”. In secondo luogo, dato che i pazienti con problematiche ematologiche presentano frequentemente deficit immunologici, una loro gestione domiciliare riduce significativamente il rischio di sviluppare infezioni. In sintesi, si tratta di un modello di assistenza che migliora indiscutibilmente la qualità di vita dei pazienti descritti sopra.

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Picture of Dott. Giacomo Gianfaldoni
Dott. Giacomo Gianfaldoni
Il Dottor Giacomo Gianfaldoni ha svolto la sua attività clinica all’interno del reparto di ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, dedicandosi alla diagnosi e terapia delle patologie del midollo osseo, in particolare delle leucemie acute, e di una rara forma di anemia nota come emoglobinuria parossistica notturna.
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Dott. Giacomo Gianfaldoni
Il Dottor Giacomo Gianfaldoni ha svolto la sua attività clinica all’interno del reparto di ematologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi, dedicandosi alla diagnosi e terapia delle patologie del midollo osseo, in particolare delle leucemie acute, e di una rara forma di anemia nota come emoglobinuria parossistica notturna.

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